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Food Waste Index: una nuova politica globale per il monitoraggio dello spreco alimentare

Il Programma delle Nazioni unite per l’ambiente (UNEP) ha elaborato una nuova metodologia per la misurazione dello spreco alimentare su scala globale, a partire dall’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile (SDG 12.3), che mira alla sua riduzione entro il 2030.

Food Waste Index – Data collection Approach (UNEP)

La riduzione degli sprechi alimentari offre molteplici vantaggi per le persone e il pianeta, migliorando la sicurezza alimentare, affrontando il cambiamento climatico, risparmiando denaro e riducendo le pressioni su terra, acqua, biodiversità e sui sistemi di gestione dei rifiuti. Eppure, il potenziale di politiche in tal senso è stato finora tristemente sottovalutato. Tale mancata lungimiranza politica è sintomo di una sottovalutazione complessiva della vera portata dei rifiuti alimentari e il loro impatto su economia, società ed ambiente. Le stime globali dello spreco alimentare si sono basate sull’estrapolazione di dati di un piccolo numero di paesi, spesso utilizzando dati vecchi. Pochi governi hanno dati solidi sullo spreco alimentare per giustificare l’azione e dare priorità ai loro sforzi.

L’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 12.3 (SDG 12.3) si prefigge l’impegno di dimezzare lo spreco alimentare a livello Retail e consumer, nonché di ridurre la perdita di cibo lungo le catene di approvvigionamento. Da questo obiettivo nasce il Food Waste Index, presentato nel marzo 2021 dal Programma delle Nazioni unite per l’ambiente (Unep) e l’organizzazione no-profit inglese Wrap, che mira a far progredire i risultati sull’obiettivo SDG 12.3 in due modi:

– In primo luogo, presenta la più completa raccolta di dati sullo spreco alimentare, l’analisi e la modellizzazione  di questi fino ad oggi, generando una nuova stima dello spreco alimentare globale.

– In secondo luogo, questo rapporto pubblica uno standard internazionale per misurare lo spreco alimentare, a livello consumer, food service e Retail, al fine di monitorare i progressi nazionali verso il 2030. I paesi che utilizzano questa metodologia saranno in grado di generare prove solide per programmare una strategia nazionale sulla prevenzione dello spreco alimentare sulla base di stime dello spreco alimentare che sono sufficientemente sensibili da cogliere i cambiamenti nello spreco alimentare su intervalli di due o quattro anni, e che permettano un confronto significativo tra i paesi a livello globale. Nello specifico, il Target è monitorato attraverso due indicatori:

  • l’Indice delle perdite alimentari (Food Loss Index) che, sotto il monitoraggio della Fao, misura le perdite dei prodotti specifici attraverso la catena di approvvigionamento fino alla vendita al dettaglio, senza comprendere quest’ultima fase;
  • l’Indice di spreco alimentare (Food Waste Index) che, sotto il monitoraggio dell’Unep, copre le fasi successive del viaggio, cioè misura lo spreco alimentare totale (anziché le perdite associate a prodotti specifici) a livello di vendita al dettaglio e di consumo

L’indice analizzato nel Rapporto adotta una metodologia a tre livelli per misurare lo spreco alimentare dal punto di vista domestico, di vendita al dettaglio e di servizio alimentare. La sfera domestica include famiglie composte da una o più persone, la vendita al dettaglio comprende negozi, bancarelle e mercati, mentre il servizio alimentare riguarda i contesti in cui il cibo viene consumato fuori casa, come le mense scolastiche o aziendali. Ogni livello è strutturato in modo tale da risultare più accurato e preciso del precedente in termini di dati e di complessità:

  • il livello 1 calcola lo spreco di un Paese estrapolando i dati da altre nazioni. Le stime sono inadeguate per tracciare cambiamenti significativi e sono da intendere solo come un supporto a breve termine in attesa che i governi sviluppino una misurazione nazionale;
  • il livello 2 è l’approccio raccomandato e soddisfa il requisito di tracciare i rifiuti alimentari a livello nazionale, in linea con il Target 12.3;
  • il livello 3 fornisce informazioni aggiuntive come la scomposizione dei dati sui rifiuti alimentari in parti commestibili e non commestibili, offrendo indicazioni più precise per i decisori politici.

Lo studio mostra, infine, che lo spreco alimentare rallenta il sistema di gestione dei rifiuti ed esaspera l’insicurezza alimentare. Di conseguenza è considerato dall’Unep come uno dei principali responsabili delle tre crisi planetarie: cambiamento climatico, perdita di biodiversità e inquinamento.

I dati sullo spreco alimentare in relazione all’SDG 12.3 saranno raccolti utilizzando il questionario della Divisione Statistica delle Nazioni Unite (UNSD) / UNEP Questionario sulle statistiche ambientali (sezione rifiuti). Il questionario viene inviato ogni due anni agli uffici statistici nazionali e ai ministeri dell’ambiente, che nomineranno un unico punto focale per i rifiuti alimentari nel paese per coordinare la raccolta dei dati e il reporting. I dati saranno resi disponibili al pubblico nel SDG Global Database e nel Food Waste Index Report dell’UNEP, che saranno pubblicati a intervalli regolari fino al 2030. Il prossimo questionario sarà inviato agli Stati membri nel settembre 2022, e i risultati saranno riportati nel SDG Global Database entro febbraio 2023.

Anche gli Stati membri dell’UE hanno sottoscritto l’Agenda per lo sviluppo sostenibile 2030 delle Nazioni Unite, che include l’obiettivo SDG 12.3 per dimezzare lo spreco alimentare globale pro capite, entro il 2030. La revisione del 2018 della direttiva quadro sui rifiuti stabilisce alcuni nuovi obblighi per gli Stati membri per quanto riguarda la prevenzione dei rifiuti alimentari (come l’adozione di programmi nazionali di prevenzione dei rifiuti alimentari e il monitoraggio e la segnalazione delle quantità di rifiuti alimentari). Questi sono ulteriormente sostenuti da ulteriori azioni della Commissione attuate nell’ambito del piano d’azione per l’economia circolare come l’istituzione di una piattaforma multi-stakeholder (Piattaforma UE sulle perdite e gli sprechi alimentari) e l’adozione di orientamenti per facilitare la donazione di cibo e l’uso di ex prodotti alimentari e sottoprodotti della catena alimentare nella produzione di mangimi.

Il 1° ottobre 2021 la Commissione ha pubblicato la valutazione d’impatto iniziale sulla definizione di obiettivi a livello UE per la riduzione dei rifiuti alimentari. La proposta di fissare degli obiettivi a livello dell’UE fa parte del piano d’azione della “Farm to Fork strategy” adottata nel maggio 2020.

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